Avete mai bevuto un bicchiere d’acqua di mare? Noi non ve lo consigliamo, è salatissimo! La domanda viene quindi spontanea: perché il mare è salato?
Forse un giorno una nave carica di sale si è rovesciata in mare? O forse la natura ci ha messo il suo zampino? Proviamo a scoprire insieme tutti i misteri nascosti dietro al sapore dei mari.

Perché il mare è salato? Le cause scientifiche
Il mare è salato perché nell’acqua marina sono disciolti diversi sali, come il cloruro di sodio (cioè il comune sale da cucina), il cloruro di magnesio, il solfato di potassio, il solfato di calcio ed altri, determinando una salinità media dei mari di circa il 3,5%.
Da dove provengono tutti questi sali? Qualcuno ce li ha messi artificialmente o la loro presenza è una conseguenza naturale?
Tra le principali cause della salinità delle acque marine troviamo i corsi d’acqua che, durante il loro itinerario da monte a valle, erodono meccanicamente le rocce che incontrano sul percorso, che tendono quindi a rilasciare una certa quantità di sali.
Ad aggiungersi a questa erosione meccanica c’è l’effetto di erosione chimica delle rocce, le cui principali responsabili sono le acque piovane: essendo l’acqua piovana tendenzialmente acida, essa favorisce il discioglimento dei sali che formano le rocce nei corsi d’acqua a cui le acque piovane vanno ad aggregarsi dopo la loro precipitazione.
Tutti i sali rilasciati secondo i meccanismi appena visti vengono, quindi, trasportati dai corsi d’acqua lungo tutto il loro tragitto fino ad arrivare nel mare, dove si mescolano con l’acqua marina.
Perché i fiumi sono dolci e il mare è salato?
Se l’acqua di mare è fatta dalla somma continua delle acque di tutti i fiumi che vi sfociano dentro, che sappiamo per esperienza comune essere d’acqua dolce, allora: com’è possibile che il mare sia salato? Non dovrebbe essere dolce come le acque dei fiumi? O non dovrebbero i fiumi essere salati come il mare?
Cerchiamo di fare chiarezza.
Come abbiamo già visto, i fiumi attuano un processo di erosione delle rocce incontrate lungo il loro cammino e ne trasportano i sali rilasciati fino al mare.
Attratta dalla forza di gravità, l’acqua dei fiumi scorre dall’alto verso il basso e, inevitabilmente, termina il suo percorso nel punto della terra a potenziale gravitazionale minore: il mare, che è sostanzialmente un deposito delle acque di tutti i fiumi del mondo.
Il punto chiave sta quindi nel fatto che i fiumi non sono dolci nel senso che non contengono sali, ma nel senso che ne contengono una concentrazione minore rispetto a quella del mare, in cui ci sono disciolti e depositati tutti i sali trasportati dai fiumi nel corso dei millenni.
Oltre ad esserci una concentrazione minore di sali nei fiumi, essi risultano essere molto più dinamici: mentre nel mare i sali si accumulano piano piano come se versassimo acqua leggermente salata in una vasca, nei fiumi questo deposito non è possibile perché l’acqua scorre continuamente e quindi ce n’è un continuo ricambio.
Ma se quindi nel mare arriva acqua leggermente salata proveniente dai fiumi, la concentrazione dei sali non dovrebbe rimanere semplicemente uguale a quella dei fiumi, aumentando sia il volume di acqua che di sale nel mare?
Forse c’è un altro meccanismo che stiamo dimenticando… che c’entra con il ciclo dell’acqua e la sua evaporazione!
L’evaporazione e la concentrazione del sale negli oceani
Nel mare arrivano contemporaneamente una certa quantità d’acqua dai fiumi e una precisa quantità di sali nelle cui acque essi sono disciolti: la concentrazione dei sali in mare dovrebbe quindi rimanere identica a quella dei fiumi. Perché il mare è più salato dei fiumi allora?
Perché, sotto l’azione dei raggi solari, venti ed eventi atmosferici, l’acqua marina tende ad evaporare, in uno dei passaggi che compone il ciclo dell’acqua: l’acqua dei mari evapora, forma le nuvole, cade sulla terra sotto forma di precipitazioni e ritorna nei mari o direttamente o attraverso i fiumi.
Quindi se l’acqua marina riesce ad evaporare e a prendere parte al ciclo dell’acqua, non vale lo stesso per i sali in essa disciolti, che non evaporano e rimangono in mare, il cui volume d’acqua tende a diminuire a causa dell’evaporazione: la concentrazione dei sali allora aumenta.
Il volume d’acqua marina, allo stesso tempo, tenderà ad aumentare per via delle acque fluviali che vi sfociano dentro, equilibrando il bilancio totale di acqua marina e contribuendo ad aumentare ancora la quantità dei sali in mare.
Perché il mare è salato in modo diverso nei vari mari e oceani?
La diversa concentrazione di sali nei diversi mari dipende dalle condizioni geologiche, ambientali e geografiche del luogo. Un mare come, ad esempio, il Mar Mediterraneo risulta essere più salato della media per via, tra i vari motivi, del fatto che è praticamente un bacino quasi chiuso, come se fosse un lago, e quindi gli scambi d’acqua con i grandi volumi oceanici sono ridotti al minimo.
La diversa salinità dei mari dipende, chiaramente, anche dalla composizione minerale delle rocce che compongono i letti dei fiumi che sfociano in un certo mare: maggiore sarà il sale trasportato dai fiumi, maggiore sarà la sua concentrazione in quel mare.
Anche la concentrazione dei diversi sali disciolti può cambiare da mare a mare, ma mediamente il cloruro di sodio rappresenta sempre circa il 70% della salinità totale dei mari mentre le altre componenti, come cloruro di magnesio, solfato di potassio ecc. compongono il restante 30%.
Il mare di solito, inoltre, presenta una diversa salinità a diverse profondità, con la salinità che tende a diminuire man mano che si va verso il fondo. Questo perché le acque più superficiali, che sono più esposte ai raggi solari, sono più inclini all’evaporazione e di conseguenza la concentrazione dei sali disciolti è maggiore rispetto a quella dei fondali.
Lo sapevi che…
Quanto sale c’è nel mare?
Secondo delle stime, se si prendesse tutto il sale disciolto nei mari e lo si spargesse sulla Terra, si formerebbe uno strato di sale alto indicativamente 150 metri!
Da dove proviene il sale da cucina?
Molto del sale da cucina, da millenni, viene estratto proprio dal mare! L’acqua di mare viene convogliata in grandi vasche, chiamate saline, e lasciata evaporare al sole: ciò che rimane a fine evaporazione è proprio il sale, che viene poi estratto e lavorato.
In Italia, (precisamente a Margherita di Savoia, Puglia) ci sono le saline più grandi d’Europa e le seconde più grandi al mondo, con una produzione annua media di più di cinque milioni di quintali di sale all’anno!
Qual è il mare più salato al mondo?
Il mare più salato al mondo è il Mar Rosso, con una salinità media di oltre il 4%. Il Mar Morto, infatti, pur avendo una salinità maggiore, non conta in questa classifica perché non è realmente un mare, ma un lago di grandi dimensioni.
a cura di Nicola Salvemini